Dicono di noi





Quella “banda di matti” alla radio
Quibolzano 31/10/2013

Si chiama Interferenzeinradio e ogni mercoledì alle 15 e 30 circa sulle frequenze di Radio Tandem trasforma operatori sanitari, volontari e utenti del Servizio Psichiatrico in un riuscitissimo team di speaker radiofonici.

 Il fermento che si respira al civico 1 di via Talvera, sede della storica Radio Tandem il mercoledì pomeriggio è quello dei grandi eventi. In un sottoscala incasinato, dove l’odore di sigarette mal spente si mischia a quello dell’umidità, da anni si trasmette musica, buona musica, ma non solo. Ci sono trasmissioni originali che si diffondono attraverso le frequenze 98.4 e c’è spazio e giusta considerazione per le buone idee.

Interferenzeinradio è una di queste buone idee. Una trasmissione talmente originale che lo scorso anno si è meritata un bell’articolone su Repubblica e un servizio-intervista di Radio Capital. 

Unica, anche nella sua imperfezione e semplicità, perché fatta da “pazienti” del Servizio Psichiatrico, che insieme con operatori sanitari e semplici cittadini per un’ora a settimana si trasformano nella redazione di una trasmissione radiofonica. E come nelle migliori redazioni la confusione prima dell’“On air” è totale. C’è Lisa – che nella vita fa tutt’altro lavoro, ma che non perde occasione per dare il suo contributo a questo progetto – che si occupa di accogliere gli ospiti, preparandoli all’intervista, o i tanti curiosi, pazienti e non, che vengono a dare il proprio contributo. C’è Klaus, utente trentasettenne: i suoi lunghi capelli ricordano una delle tante icone rock anni Ottanta. Non è un caso che sia proprio lui ad occuparsi della scelta dei brani musicali. Anche se gli altri della “banda” scherzano affettuosamente, dicendo che le sue scelte musicali potrebbero spaziare un po’ di più. Enzo, infermiere al Grieserhof, prepara la videocamera per riprendere la puntata (tutte disponibili sul sito di Interferenze) mentre Luca (operatore socio sanitario) è già davanti al mixer. Stefania è la condottiera del gruppo. Infermiera al Grieserhof, non vuole assolutamente che il merito di questa iniziativa sia dato a lei. Però è grazie alla sua esperienza a Radio Tandem e alle sue conoscenze che Interferenzeinradio ha trovato un microfono dal quale parlare e una frequenza sulla quale trasmettere. Un’idea, quella di utilizzare la musica come tramite per parlare di salute mentale, che nasce dopo l’esperienza positiva di qualche anno fa “Ascoltare, sensibilizzare, proporre”, progetto triennale promosso dal Servizio Psichiatrico di Bolzano, in rete con i Servizi Sociali, l’Associazione Il Nostro Spazio e l’Associazione Parenti e Amici di Malati Psichici. 

Ma torniamo in redazione. A completare la “banda di matti” di Interferenzeinradio c’è Ercole. Quarantanove anni appena compiuti, è un “esperto per esperienza”, uno che la malattia psichica l’ha vissuta e la vive tutti i giorni sulla sua pelle, e ha una grande voglia di raccontarlo: “Ho vissuto la depressione, ma ne sono uscito. Non si deve avere paura, bisogna affrontarla”.

Ma per capire cosa ha passato basta riascoltare la puntata del 17 ottobre. A sedici anni ha capito di essere un “uditore di voci”, e non voci qualunque. Sentiva e vedeva personaggi famosi, come i Rolling Stones o Bette Davis. La paura l’ha rinchiuso in casa. Per proteggersi. Le medicine hanno fatto il resto. Le incertezze di questo gigante buono svaniscono quando è davanti al microfono, quando co-conduce la trasmissione insieme con Stefania e non solo per via della sua passione per la musica, ma perché è convinto dell’importanza di questo progetto e non smette di ripeterlo: “Parliamo della malattia psichica ma di tante altre cose. E poi ci divertiamo”.

La redazione di Interferenze è in realtà più ampia, ci sono di solito otto utenti, oltre a operatori e volontari e capitano giornate dove si può arrivare anche a una ventina di persone. Sono tanti gli ospiti intervistati ai microfoni della radio in questi anni, da medici a comuni cittadini che avevano voglia di raccontare la propria esperienza o dire la loro. Oggi tocca alla madre di un “paziente”, un ragazzo che combatte con la depressione da quando aveva poco meno di trent’anni: “Prima era un ragazzo attivo, con tanti interessi. Poi la malattia, una tempesta che ha travolto mio figlio, ma anche tutta la famiglia. Tra alti e bassi, sia suoi, che miei, siamo riusciti a non crollare, e con qualche pezzo di nastro adesivo di qua e di là, a tenere unita una famiglia messa a dura prova”.

In quest’ora scarsa di trasmissione – che a giugno scorso ha tagliato il traguardo delle cento puntate – si parla di tutto, dalla violenza di genere, al teatro, dal benessere fisico e psichico, alla religione. E poi ancora, i giovani, lo sport, il cinema.  

Il filo rosso che lega qualsiasi storia raccontata è quello di guardare alla malattia non con parole di sofferenza e solitudine, ma portando esperienze positive.

Interferenzeinradio è l’esempio di come il disagio psichico possa essere dimenticato, chiuso in un cassetto (della mente?) per un’ora. Di come una persona che soffre di questi disturbi non sia poi tanto diversa da un paziente con un problema fisico. Qui il dolore non è ad una gamba, ma nel cervello. Un cervello pieno di interferenze.

Quest’ora d’aria – nella quale tutta la “banda di matti” sottolinea di sentirsi uguale, spogliata del proprio ruolo, senza “noi” o “loro” – è una storia a lieto fine in mezzo a tante istantanee di emarginazione e di esclusione.

Se vi capita di passare davanti al portone di via Talvera 1 il mercoledì pomeriggio alle tre e mezza, provate a dare un’occhiata dentro. O accendete la radio.

Interferenze positive sono lì ad attendervi.




IL DISAGIO MENTALE HA UNA RADIO ( E NON SONO INTERFERENZE )

PDF - IL VENERDI DI REPUBLICA 17 AGOSTO 2012 IL DISAGIO MENTALE HA UNA RADIO ( E NON SONO INTERFERENZE )

PHARUS dicembre 2011 

PDF - Tutti Pazzi per la Radio PHARUS dicembre 2011
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